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ph. credits – LaSere

Rinfrescante ed energizzante, il più pregiato dei tè giapponesi è il tè matcha. Si presenta nella forma di talco serico verde brillante, disposto in minuti contenitori metallici, utili a presevarne l’inconfondibile profumo durante la crioconservazione domestica.

Il matcha è il tè ufficiale della famosa cerimonia del tè (O cha no yu), ma con il tempo è entrato a far parte del ventaglio dei gusti dolci canonici della cucina giapponese, accanto ad azuki, jyagaimo e mochi.  Gelati, biscotti, caramelle, pancake, frappè, cappuccini… Tutto verde, tutto al matcha.

In estate si apprezza freddo, servito in piccole ciotole di ceramica o smaltate (nella foto, una ciotola dell’artista Ajiki Hiro). La polvere color giada non ha bisogno d’infusione: se ne versa una piccola quantità direttamente nell’acqua dellachawan e si mescola velocemente con l’apposito frustino di bambù (chasen). Si ottiene così una spuma morbida e compatta, piacevole alla vista.

Dal punto di vista botanico, il matcha si ottiene dalle foglie di Gyokuro, la migliore qualità di tè verde proveniente dalla zona di Uji, nella prefettura di Kyoto. Fin dalla fase di coltivazione, alle piante sono riservate cure di riguardo: appena germogliano, vengono protette dal sole con un telo di copertura (anticamente di paglia, oggi di plastica nera) affinchè le foglie trattengano un’elevata dose di clorofilla.

È proprio questa pratica a conferire al prodotto finale le sua tipicità: il colore verde acceso e il gusto erbaceo, dal sentore di spinacio. Il matcha o lo si ama o lo si odia, ma una volta nella vita va assaggiato, quello vero.

Le case da tè sono molto diffuse in tutto il Giappone, ma vale la pena fare un salto al Museo del tè, a due ore da Tokyo (fermata Kanaya – provincia di Shizuoka). Qui, alle spalle dell’imponente Monte Fuji, in alcuni periodi dell’anno è anche possibile fare un’esperienza diretta di raccolta sul campo.

(©SFL – originally published here)

Leggi la ricetta del Tiramisù al Matcha!

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