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Oggi il Giappone festeggia un grande giorno: si spegne l’ultimo impianto nucleare rimasto attivo dopo l’incidente di Fukushima! Il 5 maggio, che capita durante la Golden Week, la settimana d’oro delle vacanze, è inoltre il 子供の日 kodomo no hi  (la festa dei bambini). Un bel messaggio, rinunciare all’energia nucleare in favore delle generazioni future.

Il Giappone ha sempre avuto un rapporto a doppio taglio con l’atomo. Da un lato, indispensabile generatore di watt domestico per un paese ultra energivoro, dall’altro il confronto con i margini di non sicurezza di una tecnologia che non è possibile controllare fino in fondo, accentuati dalla posizione degli stabilimenti su un territorio geologicamente instabile, se non costruiti direttamente su faglie attive (!), come quello di Tsuruba.

La desolazione, lo sradicamento e le vittime continuativamente provocate dal secondo più grande disastro nucleare al mondo hanno scosso la coscienza della popolazione, risvegliando forti preoccupazioni per la salute della comunità. Alle numerose iniziative di proteste di piazza (la foto è dello scorso 11/03 – grazie S.) si sono aggiunte le volontà dei sindaci locali. Il sistema giapponese, infatti, prevede che ogni tredici mesi venga effettuata un’accurata procedura di controllo sugli impianti, al termine della quale si decide se tenerli attivi oppure spegnerli. La decisione è presa in concomitanza tra il governo centrale e l’amministrazione locale, la quale però in questo caso ha l’ultima parola. Si è sentito parlare anche qui del caso del giovane sindaco di Osaka Toru Hashimoto, che si è opposto alla rimessa in funzione dell’impianto di Oi nella prefettura di Fukui nonostante la pressante richiesta del governo centrale di sopperire al deficit energetico.

E’ l’uscita definitiva di un paese dall’incubo dell’atomo? Speriamo! 

Grazie di essere passati  ^_° /

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