Tag

, , , ,

osechi-1

Primo gennaio, ichi-gatsu-tsuitachi, meglio conosciuto come O-shogatsu. Eccomi riunita ad un tavolo familiare gerarchicamente distribuito. In senso orario troviamo: okyaku-san, l’ospite, io, accolta con gran gentilezza e premura; okaa-san, matrona, madre, cuoca, conversatrice e cameriera; otoo-san, il Capostipite; oji-chan e oba-chan, zio e zia, due cari amici di vecchia data, che portano simpatia e ilarità; otooto-san, il fratello minore, silenzioso pasciuto e felice. Al centro del tavolo: il protagonista della giornata (e di questo post), il Pranzo di Capodanno giapponese, la tradizione concretizzata in sostanza, forma e colore, “o-sechi-ryouri”. 

osechi-5

Legni e lacche

osechi-6

O sechi ryouri, a destra i miei due preferiti

La magia del capodanno è tutta racchiusa qui, nel cibo e nella convivialità della giornata trascorsa con i familiari. E’ questa una delle rare occasioni in cui tutti i membri della famiglia si riuniscono per tradizione (questa e l’o-bon, il 15 di agosto), infatti il giorno del rientro (3 gennaio) sia shinkansen che autostrade erano intasati. L’idea del “pranzo” ricorda la nostra tradizione del Natale, o quella americana del Thanksgiving Day, solo che qui è più colorata, più minuziosamente preparata, quasi come anche il pranzo avesse un’anima confuciana, ogni singolo cibo svolge una specifica funzione. Curiosa io stessa di conoscerne i significati, ho chiesto spiegazioni ai commensali ed ecco qui una tabella riassuntiva.

Foto Nome giapponese Cosa è Si mangia perché…
栗きんとん   Kurikinton Pasta gialla di castagne, mele e patate dolci. Gusto dolce. Il kurikinton è il colore dell’oro: porta ricchezza. (kin = oro)
昆布巻き Kobumaki Involtini di alga kombu e salmone cotto. Gioco di parole, in giapponese “essere felici” si dice “yoroKOBU” e gli involtini si chiamano “KOBU”, quindi portano felicità nel nuovo anno.
伊達巻き Datemaki Frittata arrotolata fatta uova, pesce, zucchero e qualcos’altro. La forma a rotolo ricorda i libri antichi in carta di riso (da noi le pergamene). I datemaki sono un buon auspicio per la crescita culturale e la costante ricerca.
数の子 Kazunoko Uova di pesce. Il nome significa letteralmente “numero di bambini”. Le uova sono tantissime e minuscole a tal punto da non riuscire  quasi a distinguerle: è un augurio di fertilità.
なます Namasu Daikon a julienne sotto aceto di riso condito con yuza (un agrume). L’accostamento di colori (rosso e bianco) porta bene. (senza saperlo prima, come mi ero vestita quel giorno? Di rosso e di bianco!)
カニ Kani Granchio gigante (per noi gigante, da loro sono tutti così). Questa è la parte trasgressiva, non rientra infatti nel menù tradizionale, ma è un cibo pregiato ed è molto buono!
田作り Tatsukuri Sono pesciolini rinsecchiti che si mangiano in un boccone, interi. Il vero nome dei pesciolini è “gomame”, ma in questa preparazione assumono il nome di “tatsukuri” per auspicare l’abbondanza del raccolto (田 = risaia + 作 = fare, coltivare).
黒豆 Kuromame Fagioli neri cotti con lo zucchero, molto morbidi e dolci. Anche questo è un gioco di parole: “mame” sono i fagioli, “mame ni suru” è un modo di dire che significa “concentrarsi su ciò che si vuole fare e portarlo a termine con determinazione” (3 parole per il giapponese e 15 per l’italiano :)). *Ne ho mangiati un sacco!!
煮しめ Nishime Verdura stufata con salsa di soia (daikon, fagiolini con germogli, carote, e altri vegetali che non hanno nome in italiano). Questo svolge una funzione depurativa, in particolare per l’intestino. Non ha un significato particolare, se non nella disposizione delle verdure sul vassoio, che segue un preciso rituale. L’intreccio perfettamente equilibrato di colori non è dato da “due mescolate e via”, ma è una sapiente composizione su più livelli. Si mangia a partendo dai lati del contenitore, fino ad arrivare al centro.

Le bacchette di salice

All’interno di tale cornice ritualizzata anche le bacchette non potevano che avere un significato. A differenza di quelle usate normalmente – sopra nell’immagine – , le bacchette di capodanno sono di legno di salice, che si piega al vento, ma non si spezza mai, per essere forti e affrontare con compostezza tutte le avversità a venire.

Per dare un senso di completezza alla mia esperienza degli aspetti più tradizionali nipponici, alle ore 14.28 ecco arrivare un bel terremoto! Di magnitudo 4,5, è durato 2 minuti (un’infinità). Mi sono spaventata perchè è stato il più forte che abbia mai sentito, mentre i giapponesi erano tranquilli e mi scattavano le foto che vedete qui sotto – certo loro dopo l’11 marzo mica hanno paura di questi “piccolini”!

Terremoto di capodanno

Terremoto? Aprire porte e finestre e nascondersi sotto al tavolo!

Annunci