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Kan, Noda and the renewable energy

Da Kan a Noda: transizione verso le energie rinnovabili

In Giappone si respira aria di cambiamento con la nomina del nuovo premier e presidente del Partito Democratico Giapponese (DPJ) Yoshihiko Noda, avvenuta ufficialmente martedì 29 agosto 2011. Tra le condizioni imposte dall’ex premier  Naoto Kan per le sue dimissioni vi è l’approvazione da parte della Camera di un nuovo  disegno di legge a favore delle energie rinnovabili. Questo è un grande passo per il Giappone, paese tradizionalmente legato al nucleare non solo dal lato pratico (con il 30% di approvvigionamento energetico), ma anche dal punto di vista del consenso diffuso da parte dell’opinione pubblica. Il decisivo cambiamento di rotta è stato confermato da un sondaggio online di Asahi Shimbun, che vede il 75% dei giapponesi favorevole all’implemento delle energie rinnovabili. Quando si viene a parlare di costi, tuttavia, la percentuale di chi si dice pronto ad accettare un rincaro sulle bollette scende al 65%.

Obiettivo della nuova legge promossa è di applicare un sistema di feed-in-tariff (simile a quello italiano), che obbliga i grandi distributori energetici ad acquistare una parte dell’energia a prezzo maggiorato dai produttori di rinnovabili (in particolare eolica, geotermica, solare). Il Giappone vuole arrivare a far pesare il 20% del bilancio energetico sulle rinnovabili entro il 2020 e avviare una maggiore decentralizzazione nel sistema di produzione di energia.

ガンバレ日本!Forza Giappone!

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