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Questo articolo è concepito come una bozza, ovvero una lista che evolve secondo lo spirito del momento. Tanti punti che scriverò potranno sembrare banali, ma adesso non so se in realtà lo siano o meno. La parte divertente, infatti, non è adesso, mentre scrivo, ma sarà dopo, quando una volta tornata in Italia, passato un po’ di tempo, rileggerò i seguenti punti e mi renderò conto se ne sentirò veramente la mancanza!

  1. il profumo di sesamo che ormai concepisco come complementare alle carote grattuggiate
  2. la suihanki e il takitate gohan (traduzione letterale: il riso appena cotto dalla macchina del riso) (traslazione culturale: sarebbe come dire “il profumo del pane appena sfornato” per un italiano)
  3. fagioli di mille forme, dimensioni e colori, ma soprattutto quelli in formato snack. Da non confondere con fagioli borlotti in scatola o conserva di cannellini. Gli snack di fagioli si trovano al supermercato nel banco frigo, confezionati in sacchettini trasparenti in formato “apri e mangia” e non so come li preparino ma hanno un gusto interessante. Ingredienti riportati: fagioli, zucchero, sale. Poi c’è il “the best of” che sono gli edamame (bacelli color verde vivo), serviti nei ristoranti giapponesi anche in Italia, ma con cui non hanno nessuna relazione apparente 🙂 Qui sono freschissimi e buonissimi!

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Sono tornata a casa, confermo quanto sopra e continuo la lista…..

4. La stanza da bagno, ovvero la doccia che è una stanza intera, con di fianco la vasca (piccola e tozza) per immergersi rannicchiati a temperature non più basse di 40°C. Invece che la tendina ammuffita o il vetro smerigliato pieghevole, che non riesci ad aprire se prima non ti incastri dentro il vano doccia, in Giappone ti spogli, e valichi nudo una porta come si deve, la quale dà accesso alla stanza-doccia che non tarderà a trasformarsi in una sorta di sauna privata.

5. Il combini! Non avrei mai immaginato che mi sarebbe mancato quel posto verso cui avevo sviluppato un odio irreprimibile verso la fine del mio soggiorno! Eppure l’altro giorno, dovendo fare una stampa, mi sono ritrovata sulla porta di casa convinta di portare la mia chiavetta USB presso una di quelle super-macchine che ti stampano tutto in un secondo….. e invece no. No perchè qui il combini non c’è: e una volta finito l’orario di lavoro, è finita la giornata per tutti, anche per le cartucce e i fogli A4!

 

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