Ciao a tutti! Ciao blog! Quanto ti ho trascurato in questo ultimo mese…! I’m sorry!

Oggi in Giappone è festa. E’ una di quelle feste nazionali inventate in maniera artificiosa, giusto per dare un senso di ritmo al succedersi incessante delle lunghe e ripetitive giornate lavorative…Più o meno la stessa funzione che svolge la Golden Week! Si pensa “Ah, l’Oriente! Che mistico! Che magico!” Il Giappone, lo shintoismo… la presenza delle divinità persino nelle pietre… E invece: tutto questo non incide sulla vita reale, sulle persone, sul loro ritmo di vita. Almeno a Tokyo. Sembra che niente e nessuno si fermi mai. Mai come a Tokyo mi sono sentita rincorsa dal tempo, schiacciata e spinta insieme da un incessante trascorrere. Non c’è tregua, e se ci penso questa cosa è estenuante! Quindi cerco di ritagliarmi degli spazi di “riposo” quando riesco, semplicemente stando in casa a far nulla… Tipo oggi. In realtà avevo in programma di andare al parco di Edogawa (è ancora Tokyo, ma a circa un’ora da casa mia), dove si svolge un evento in occasione dell’uminohi (= giornata del mare). Dovrebbe essere un contest di danza tra vari gruppi di ballerini, amatoriali e non. Dalle informazioni che ho trovato sul sito dedicato mi sembrava molto divertente, e avrei voluto andare a scattare qualche foto… Ma sono stata fermata da “cause naturali”. Ho pensato che

[primo giorno di ciclo] + [otto ore sotto il sole cocente in un prato] non sarebbe stata un’abbinata vincente! E così mi sono procurata il necessario per prepararmi un pranzetto coi fiocchi, che vedete di fianco. Questo tipo di pranzo è stato nominato da me “洋和 yo-wa”, parola che non esiste in giapponese, ma che riassume efficacemente il concetto. Il primo kanji indica l’Occidente, il secondo l’Oriente. In italiano diventerebbe una cosa del tipo “pranzo OccOr”; che non è cucina fusion! E’ il mio modo di cucinare, è la mia personale applicazione del format culinario italiano alle abitudini asiatiche. Per cui abbiamo una bella bistecca di filetto con l’insalata, dove la carne è wagyu (puro manzo giappo – papi è buona, ma non ha niente a che vedere con il filetto che mi cucini tu!!!) e l’insalata, del tutto simile alla nostra iceberg, è condita con olio di sesamo; che cambia completamente il gusto, e mi piace un sacco! Poi al posto del pane ci mangio insieme il gohan (riso cotto), che è quella ciotolina dal contenuto nero/viola (non fermiamoci a concepire il riso solo bianco!); qui mi va grassa, perchè in Italia sarei presa per imbecille se mangiassi del riso scotto per accompagnare le pietanze, invece qui è dato per scontato: anzi, non c’è pasto senza riso! Che pacchia per i celis…

E poi la bomba, il capolavoro, la delizia: la ciotolina sulla destra. Avreste dovuto sentirne il sapore… che buono!! Se vi dicessi che la materia di partenza è cavolo cinese, già iniziate a pensare “bleah, cosa avrà di così speciale?!”. Di speciale ha il mio tocco, ehm.. modestamente… 😀 Scherzo, però sono rimasta particolarmente soddisfatta dal risultato finale di questo esperimento yowa. Ho messo in una pentola, anzi, diciamo casseruola, così gli dò un tono di ricetta! 😛 100 yen di cavolo tagliato a listarelle, dei funghetti che hanno solo qui (quasi senza sapore, ma sono carinissimi) e poi.. ho dato spazio alla fantasia con i condimenti!! Olio d’oliva Bosco (lo so, è un insulto al nostro olio d’oliva, perdonatemelo!), sale, zucchero di canna, mirin, peperoncino coreano! Yappa! Fatta! Bon appètit!!

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